Nel 1861 l’Italia fu unita ed uno dei protagonisti più importanti di questo periodo fu Vittorio Emanuele II, anche detto il pizzuto, per via del suo strano pizzetto attorcigliato, lungo 10 cm e rossiccio. Era un uomo di gran classe, ma con un piccolo difetto di fabbrica, quello di essere basso e tozzo. Quest’uomo è conosciuto anche per un fatto accaduto nel 1853. In quel natale, ebbe in regalo un coniglio nano, paffuto, bianco e marrone, dal nobile visino, ma che nascondeva in sé un carattere dispettoso. La notte del 29 dicembre, infatti, questo coniglietto dal nome Puffino rosicchiò le unghia dei piedi alla sorella di Pizzuto. La mattina seguente, Vittorio andò alla ricerca di Puffino che, per lo spavento, scappò e si nascose nel ripostiglio. A questo punto, Pizzuto decise di mettere Puffino all’asta che si sarebbe svolta quel fine settimana. All’asta era presente un amico di Vittorio, Garibaldi, che si innamorò del piccolo Puffino e decise di comprarlo, non mancando di complimentarsi con Pizzuto per come aveva allevato e amato il suo piccolo animaletto. In verità, fu così entusiasta dell’opera dell’amico Vittorio con Puffino che, addirittura, lo nominò consigliere reale.
Chiara Gallo
Marika Borriello
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